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| Il cristianesimo – e questo per la prima volta nella sua storia in modo pienamente consapevole – si vede messo di fronte anche alle altre grandi religioni universali, che non può semplicemente liquidare, come è potuto accadere in alcuni periodi della storia cristiana, come religioni assolutamente inautentiche e da sconfiggere. Non può nemmeno voltarsi dall’altra parte, dal momento che il mondo è irrevocabilmente divenuto un’unità, nella quale nessuno può più abitare in spazi separati e chiusi. Il cristianesimo è dunque obbligato a dialogare con le religioni universali in una misura del tutto diversa a quanto è accaduto finora. E questo dialogo, a sua volta, si inserirà nella sua totalità nel destino che le scienze naturali e la tecnica hanno preparato per tutto il pianeta. Oseranno i credenti entrare in questo dialogo tanto incondizionatamente da farlo diventare un dialogo reale, e non solo il tentativo, destinato al fallimento, di coinvolgere l’Altro in un cristianesimo concepito in senso tardo-occidentale?»
Bernhard Casper, Il pensiero dialogico (1954) |
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| n° 2008/07: Indice n. 07/2008 |
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| Postato il Martedì, 16 settembre @ 21:50:13 CEST di Ecurzel |
| Paolo Marangon, Esistono ancora i cristiani laici? --- Roberto Antolini, L’ira dei ricchi. Sulle radici della crisi della sinistra --- Paolo Grigolli, Viaggio in America, in attesa delle elezioni --- Eugen Galasso, La sfida di Gandhi --- Lorenzo Perego, Problemi di percezione. Matrix era Disneyland, a confronto… --- Luigi Giorgi, Dossetti e il rapimento di Aldo Moro --- Enrico Peyretti, Colpevole di proporre la pace --- Silvio Mengotto, Le donne negli snodi del cammino di Gesù
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