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| Il cristianesimo – e questo per la prima volta nella sua storia in modo pienamente consapevole – si vede messo di fronte anche alle altre grandi religioni universali, che non può semplicemente liquidare, come è potuto accadere in alcuni periodi della storia cristiana, come religioni assolutamente inautentiche e da sconfiggere. Non può nemmeno voltarsi dall’altra parte, dal momento che il mondo è irrevocabilmente divenuto un’unità, nella quale nessuno può più abitare in spazi separati e chiusi. Il cristianesimo è dunque obbligato a dialogare con le religioni universali in una misura del tutto diversa a quanto è accaduto finora. E questo dialogo, a sua volta, si inserirà nella sua totalità nel destino che le scienze naturali e la tecnica hanno preparato per tutto il pianeta. Oseranno i credenti entrare in questo dialogo tanto incondizionatamente da farlo diventare un dialogo reale, e non solo il tentativo, destinato al fallimento, di coinvolgere l’Altro in un cristianesimo concepito in senso tardo-occidentale?»
Bernhard Casper, Il pensiero dialogico (1954) |
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| n° 2008/08: Indice n. 08/2008 |
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| Postato il Sabato, 08 novembre @ 22:26:57 CET di Ecurzel |
| Michele Nicoletti, Il presente e la storia del mondo --- Francesco Ghia, «Facciamo l’ipotesi, così astrattamente…». Rileggendo un testo di Piero Calamandrei --- Luigi Giorgi, Un lessico per un’Italia civile --- Giorgio Butterini, Cristiani e musulmani: un’esperienza --- Piergiorgio Cattani, Il Credo: quale Dio? --- Angelo Scottini, La vita idolatrata. Considerazioni a margine del caso Englaro --- Novità dalla Casa editrice “Il Margine”
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