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| Il cristianesimo – e questo per la prima volta nella sua storia in modo pienamente consapevole – si vede messo di fronte anche alle altre grandi religioni universali, che non può semplicemente liquidare, come è potuto accadere in alcuni periodi della storia cristiana, come religioni assolutamente inautentiche e da sconfiggere. Non può nemmeno voltarsi dall’altra parte, dal momento che il mondo è irrevocabilmente divenuto un’unità, nella quale nessuno può più abitare in spazi separati e chiusi. Il cristianesimo è dunque obbligato a dialogare con le religioni universali in una misura del tutto diversa a quanto è accaduto finora. E questo dialogo, a sua volta, si inserirà nella sua totalità nel destino che le scienze naturali e la tecnica hanno preparato per tutto il pianeta. Oseranno i credenti entrare in questo dialogo tanto incondizionatamente da farlo diventare un dialogo reale, e non solo il tentativo, destinato al fallimento, di coinvolgere l’Altro in un cristianesimo concepito in senso tardo-occidentale?»
Bernhard Casper, Il pensiero dialogico (1954) |
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| n° 2005/07: Indice del numero 7/2005 |
| Postato da Ecurzel il Venerdì, 12 agosto @ 10:40:39 CEST (367 letture) |
| Paolo Marangon, La memoria sempre viva di Giuseppe Dossetti - Milena Mariani, In principio il Risorto. Dossetti e la Pasqua negli anni 1968-74 - Paolo Marangon, La via di Dossetti: una strada impraticabile per la Chiesa? - Silvano Zucal, Per monaci o per laici? La “piccola regola” di Giuseppe Dossetti - Michele Nicoletti, Contro il machiavellismo e la ragion di Stato. Dossetti in Consiglio Comunale a Bologna (1956-1958) - Vincenzo Passerini, L’università della vita
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| n° 2005/07: La memoria sempre viva di Giuseppe Dossetti |
| Postato da Paolo Marangon il Venerdì, 12 agosto @ 10:38:25 CEST (643 letture) |
La figura di Giuseppe Dossetti, a nove anni dalla morte (1996), è ancora molto viva nel ricordo di quanti lo conobbero o sono comunque attratti dalla sua straordinaria vicenda di uomo e di politico, di credente e di monaco. Un indizio di questa vitalità della sua memoria, in un tempo in cui perfino eventi pubblici clamorosi sembrano condannati in breve tempo all’oblio, sono senza dubbio le numerose pubblicazioni che si sono succedute in questi anni, in particolare per iniziativa della comunità monastica da lui fondata – la “Piccola Famiglia dell’Annunziata” – ma anche nel più vasto ambito degli studiosi e di quanti si sentono in vario modo legati alla sua ricca e multiforme eredità.
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