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| Il cristianesimo – e questo per la prima volta nella sua storia in modo pienamente consapevole – si vede messo di fronte anche alle altre grandi religioni universali, che non può semplicemente liquidare, come è potuto accadere in alcuni periodi della storia cristiana, come religioni assolutamente inautentiche e da sconfiggere. Non può nemmeno voltarsi dall’altra parte, dal momento che il mondo è irrevocabilmente divenuto un’unità, nella quale nessuno può più abitare in spazi separati e chiusi. Il cristianesimo è dunque obbligato a dialogare con le religioni universali in una misura del tutto diversa a quanto è accaduto finora. E questo dialogo, a sua volta, si inserirà nella sua totalità nel destino che le scienze naturali e la tecnica hanno preparato per tutto il pianeta. Oseranno i credenti entrare in questo dialogo tanto incondizionatamente da farlo diventare un dialogo reale, e non solo il tentativo, destinato al fallimento, di coinvolgere l’Altro in un cristianesimo concepito in senso tardo-occidentale?»
Bernhard Casper, Il pensiero dialogico (1954) |
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| n° 1993/10: Senza il sale del silenzio la politica sarà insipida |
| Postato da Oriana Caliari il Mercoledì, 14 settembre @ 15:13:00 CEST (335 letture) |
Il silenzio e la parola
P er chi affronta uno studio sulla personalità di Giorgio La Pira, le sue vicende biografiche e i suoi scritti sono la conferma più incontestabile di un modello di profonda spiritualità che quotidianamente s’incarna e si esplica attraverso l’impegno sociale e politico.
L’intera esistenza umana è tesa continuamente tra due poli: interiorità ed esteriorità, silenzio e parola, meditazione e azione. La Pira, sebbene sin dai primi anni del suo impegno pubblico dichiari la sua propensione al primato della contemplazione sull’azione, è anche persuaso che la scelta dell’impegno politico non possa limitarsi alla semplice preferenza discrezionale del singolo, ma debba essere considerata come la coerente conseguenza dell’impegno nel testimoniare i propri valori etici-religiosi.
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| n° 1993/10: Il seme della resistanza |
| Postato da Dario Betti il Mercoledì, 14 settembre @ 15:11:00 CEST (564 letture) |
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A cinquant’anni dal martirio della Rosa Bianca, Hans, Sophie ed i loro amici mantengono ancora la promessa affidata al quarto volantino:
Noi non taceremo, noi siamo la voce della vostra cattiva coscienza; la Rosa Bianca non vi darà pace.
L’invito alla resistenza risuona con straordinaria convinzione e chiarezza nel libro di Paolo Ghezzi. Evitando il doppio rischio del saggio agiografico e della fredda analisi storica, viene proposta una "lettura dall’interno" della vicenda della Rosa Bianca: se infatti non si trascura la puntuale ricostruzione degli avvenimenti, l’attenzione è piuttosto rivolta al percorso umano, culturale e spirituale che porterà i giovani studenti di Monaco alla scelta resistenziale e al sacrificio finale.
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| n° 1993/10: Ragazzi di strada |
| Postato da Una Mc Cauley il Mercoledì, 14 settembre @ 15:07:33 CEST (356 letture) |
| Il Messico, insieme ad altri paesi latino-americani, sta sperimentando un divario in rapida crescita tra reddito e distribuzione delle risorse; gli effetti di tale divario si sono manifestati in molti modi. Una delle manifestazioni più terrificanti è il crescente numero di bambini di famiglie emarginate che prendono la via della strada per scappare da condizioni intollerabili di vita in casa. La vita sulle strade non è affascinante. Mentre molti trovano lavoro e continuano un qualche tipo di istruzione, i bambini di strada non sono necessariamente membri produttivi della società. Un numero sempre maggiore di bambini messicani si sta educando sulla base di accattonaggio, video giochi e solvente per vernici, con conseguenze inevitabili sulla vita adulta.
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| n° 1993/10: Democrazia compiuta: un parto a rischio |
| Postato da Giorgio Tonini il Venerdì, 02 settembre @ 18:02:27 CEST (390 letture) |
| Sotto Natale può non essere improprio dire che la politica italiana geme e soffre nelle doglie del parto. Per chi abbia qualche esperienza di queste cose, è noto che fino all’ultimo, fino a quando il bambino non è nato, tutto può ancora succedere, le due vite in gioco possono perdersi. Il confine tra gioia e dolore, tra festa e tragedia, è terribilmente sottile, quasi impalpabile, e può essere varcato all’improvviso, per un piccolo, banale incidente di percorso.
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| n° 1993/10: Messaggio dai sotterranei |
| Postato da Paolo Mantovan il Venerdì, 02 settembre @ 17:59:21 CEST (571 letture) |
| E’ un ritorno discreto, silenzioso. Padre Alex Zanotelli è di nuovo in Italia e ci rimane per poco. Celebra il funerale del suo papà, stringe in un abbraccio la mamma e resta a Livo, in Val di Non, per qualche giorno. Poi, una visita a Rovereto. E, infine, via, verso la "sua" bidonville di Korogocho, il luogo in cui Alex incontra Gesù. "Io lo trovo lì, tra i poveri" ripete spesso.
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