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| Il cristianesimo – e questo per la prima volta nella sua storia in modo pienamente consapevole – si vede messo di fronte anche alle altre grandi religioni universali, che non può semplicemente liquidare, come è potuto accadere in alcuni periodi della storia cristiana, come religioni assolutamente inautentiche e da sconfiggere. Non può nemmeno voltarsi dall’altra parte, dal momento che il mondo è irrevocabilmente divenuto un’unità, nella quale nessuno può più abitare in spazi separati e chiusi. Il cristianesimo è dunque obbligato a dialogare con le religioni universali in una misura del tutto diversa a quanto è accaduto finora. E questo dialogo, a sua volta, si inserirà nella sua totalità nel destino che le scienze naturali e la tecnica hanno preparato per tutto il pianeta. Oseranno i credenti entrare in questo dialogo tanto incondizionatamente da farlo diventare un dialogo reale, e non solo il tentativo, destinato al fallimento, di coinvolgere l’Altro in un cristianesimo concepito in senso tardo-occidentale?»
Bernhard Casper, Il pensiero dialogico (1954) |
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| n° 1995/04: Da Copenhagen al mondo. Religioni e sviluppo sociale |
| Postato da Marcello Farina il Venerdì, 19 gennaio @ 00:17:03 CET (318 letture) |
| Il "Summit" dei ricchi e quello dei poveri
Copenhagen sta uscendo dal torpore dell’inverno e si riveste di un tenue verde, anticipatore della primavera, nel momento in cui la capitale danese si appresta ad accogliere il Summit dell’ONU sullo sviluppo sociale. L’aria tersa è mossa da un vento frizzante, che muove le mille e mille bandiere che inondano la città di colore e le danno un’atmosfera di festa.
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