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| Il cristianesimo – e questo per la prima volta nella sua storia in modo pienamente consapevole – si vede messo di fronte anche alle altre grandi religioni universali, che non può semplicemente liquidare, come è potuto accadere in alcuni periodi della storia cristiana, come religioni assolutamente inautentiche e da sconfiggere. Non può nemmeno voltarsi dall’altra parte, dal momento che il mondo è irrevocabilmente divenuto un’unità, nella quale nessuno può più abitare in spazi separati e chiusi. Il cristianesimo è dunque obbligato a dialogare con le religioni universali in una misura del tutto diversa a quanto è accaduto finora. E questo dialogo, a sua volta, si inserirà nella sua totalità nel destino che le scienze naturali e la tecnica hanno preparato per tutto il pianeta. Oseranno i credenti entrare in questo dialogo tanto incondizionatamente da farlo diventare un dialogo reale, e non solo il tentativo, destinato al fallimento, di coinvolgere l’Altro in un cristianesimo concepito in senso tardo-occidentale?»
Bernhard Casper, Il pensiero dialogico (1954) |
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| n° 1995/10: Il "Crucifige!" e la democrazia |
| Postato da Marco Damilano il Venerdì, 09 febbraio @ 01:28:09 CET (342 letture) |
| Non è la prima volta che il processo di Gesù diventa per i filosofi del diritto oggetto di analisi e interpretazione. Già nel 1929 Hans Kelsen in Essenza e valore della democrazia aveva letto la comparsa di Gesù di fronte a Pilato come un simbolo del paradosso democratico, della fragilità delle istituzioni democratiche, che per loro natura sono relative, e tuttavia devono costantemente confrontarsi con esigenze di giustizia, di libertà e di uguaglianza che sono assolute.
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