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| Il cristianesimo – e questo per la prima volta nella sua storia in modo pienamente consapevole – si vede messo di fronte anche alle altre grandi religioni universali, che non può semplicemente liquidare, come è potuto accadere in alcuni periodi della storia cristiana, come religioni assolutamente inautentiche e da sconfiggere. Non può nemmeno voltarsi dall’altra parte, dal momento che il mondo è irrevocabilmente divenuto un’unità, nella quale nessuno può più abitare in spazi separati e chiusi. Il cristianesimo è dunque obbligato a dialogare con le religioni universali in una misura del tutto diversa a quanto è accaduto finora. E questo dialogo, a sua volta, si inserirà nella sua totalità nel destino che le scienze naturali e la tecnica hanno preparato per tutto il pianeta. Oseranno i credenti entrare in questo dialogo tanto incondizionatamente da farlo diventare un dialogo reale, e non solo il tentativo, destinato al fallimento, di coinvolgere l’Altro in un cristianesimo concepito in senso tardo-occidentale?»
Bernhard Casper, Il pensiero dialogico (1954) |
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| n° 2007/07: Una lunga sofferenza. A un anno dal caso Welby |
| Postato da Lucia Galvagni il Mercoledì, 29 agosto @ 22:58:01 CEST (349 letture) |
| Abbiamo assistito, da un anno a questa parte, a una ripresa del dibattito sul morire, che si è all’improvviso trovato a dover affrontare pubblicamente questioni sino ad oggi poco discusse e approfondite: questa ripresa è stata motivata in particolare dalla richiesta che Piergiorgio Welby, un uomo affetto da sclerosi laterale amiotrofica, ha rivolto nel settembre dello scorso anno al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
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