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| Il cristianesimo – e questo per la prima volta nella sua storia in modo pienamente consapevole – si vede messo di fronte anche alle altre grandi religioni universali, che non può semplicemente liquidare, come è potuto accadere in alcuni periodi della storia cristiana, come religioni assolutamente inautentiche e da sconfiggere. Non può nemmeno voltarsi dall’altra parte, dal momento che il mondo è irrevocabilmente divenuto un’unità, nella quale nessuno può più abitare in spazi separati e chiusi. Il cristianesimo è dunque obbligato a dialogare con le religioni universali in una misura del tutto diversa a quanto è accaduto finora. E questo dialogo, a sua volta, si inserirà nella sua totalità nel destino che le scienze naturali e la tecnica hanno preparato per tutto il pianeta. Oseranno i credenti entrare in questo dialogo tanto incondizionatamente da farlo diventare un dialogo reale, e non solo il tentativo, destinato al fallimento, di coinvolgere l’Altro in un cristianesimo concepito in senso tardo-occidentale?»
Bernhard Casper, Il pensiero dialogico (1954) |
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| n° 2007/09: Indice n. 09/2007 |
| Postato da Ecurzel il Giovedì, 13 dicembre @ 12:13:19 CET (346 letture) |
| VINCENZO PASSERINI, Un debito di gratitudine. In ricordo di Pietro Scoppola --- OMAR BRINO, L’inflazione del post- --- PAOLO MARANGON, Le “piaghe” della Chiesa ieri e oggi --- SILVIO MENGOTTO intervista LORENZO CANTÙ, Carlo M. Martini tra i lavoratori --- JOSÉ ESTERMANN, Filosofia andina. Elementi per la rivendicazione di un pensiero (seconda parte) --- Notizie dalla Casa Editrice Il Margine
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| n° 2007/09: Un debito di gratitudine. In ricordo di Pietro Scoppola |
| L’eterna questione, affascinante e tormentata, del rapporto tra fede religiosa e politica, che ha accompagnato in vario modo anche i quasi tre decenni di vita di questa piccola rivista, ha trovato nelle analisi e nelle indicazioni di Pietro Scoppola, storico e intellettuale attivamente impegnato nella vita ecclesiale e civile del nostro Paese, alcune delle illuminazioni più lucide e profonde, per molti di noi diventate anche alimento e guida. Ricordare Pietro Scoppola, scomparso all’età di 81 anni il 25 ottobre scorso a Roma, dove era nato, significa perciò, anzitutto, assolvere a un debito di gratitudine. A un grande debito di gratitudine.
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