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| Il cristianesimo – e questo per la prima volta nella sua storia in modo pienamente consapevole – si vede messo di fronte anche alle altre grandi religioni universali, che non può semplicemente liquidare, come è potuto accadere in alcuni periodi della storia cristiana, come religioni assolutamente inautentiche e da sconfiggere. Non può nemmeno voltarsi dall’altra parte, dal momento che il mondo è irrevocabilmente divenuto un’unità, nella quale nessuno può più abitare in spazi separati e chiusi. Il cristianesimo è dunque obbligato a dialogare con le religioni universali in una misura del tutto diversa a quanto è accaduto finora. E questo dialogo, a sua volta, si inserirà nella sua totalità nel destino che le scienze naturali e la tecnica hanno preparato per tutto il pianeta. Oseranno i credenti entrare in questo dialogo tanto incondizionatamente da farlo diventare un dialogo reale, e non solo il tentativo, destinato al fallimento, di coinvolgere l’Altro in un cristianesimo concepito in senso tardo-occidentale?»
Bernhard Casper, Il pensiero dialogico (1954) |
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| n° 01/2008: Indice n. 01/2008 |
| Postato da Ecurzel il Domenica, 10 febbraio @ 22:03:13 CET (338 letture) |
| Dario Betti, COME SE --- Luigi Bettazzi. GRAZIE, PRESIDENTE --- Francesco Ghia, BERLUSCONI, LA POLITICA E IL SACRO --- Mirco Elena, UNA DONNA CONTRO GUANTANAMO --- Gabriele Pirini, L’ADEMPIMENTO “CRITICO” DELLE SCRITTURE --- Michele Dossi, UNA STORIA DELLA CHIESA CON TANTI PROTAGONISTI
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| n° 01/2008: Come se. Da Prodi a Veltroni, passando per Berlusconi? |
| Postato da Dario Betti il Domenica, 10 febbraio @ 22:00:50 CET (416 letture) |
| Doppiato l’infido promontorio della Finanziaria, ci eravamo illusi di poter tirare un respiro di sollievo: dopo un anno e mezzo di lacrime e sangue dedicati a rimettere a posto i conti ed incassato il plauso degli osservatori internazionali, nei prossimi mesi il governo Prodi avrebbe potuto rimettere mano a quell’azione redistributrice a lungo attesa dalle fasce meno abbienti e – grazie anche al consenso sociale così recuperato – alle riforme timidamente abbozzate nel primo scorcio di legislatura.
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