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| Il cristianesimo – e questo per la prima volta nella sua storia in modo pienamente consapevole – si vede messo di fronte anche alle altre grandi religioni universali, che non può semplicemente liquidare, come è potuto accadere in alcuni periodi della storia cristiana, come religioni assolutamente inautentiche e da sconfiggere. Non può nemmeno voltarsi dall’altra parte, dal momento che il mondo è irrevocabilmente divenuto un’unità, nella quale nessuno può più abitare in spazi separati e chiusi. Il cristianesimo è dunque obbligato a dialogare con le religioni universali in una misura del tutto diversa a quanto è accaduto finora. E questo dialogo, a sua volta, si inserirà nella sua totalità nel destino che le scienze naturali e la tecnica hanno preparato per tutto il pianeta. Oseranno i credenti entrare in questo dialogo tanto incondizionatamente da farlo diventare un dialogo reale, e non solo il tentativo, destinato al fallimento, di coinvolgere l’Altro in un cristianesimo concepito in senso tardo-occidentale?»
Bernhard Casper, Il pensiero dialogico (1954) |
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| | Il Margine mensile Associazione Oscar Romero - rivista di impegno, fede, cultura, politica, partecipazione: Chiesa
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| Postato da Paolo Marangon il Martedì, 16 settembre @ 21:46:06 CEST (429 letture) |
| Nel marzo 1986, due mesi prima della morte, Giuseppe Lazzati – per 15 anni rettore dell’Università Cattolica e indimenticabile maestro di laicità cristiana – dava alle stampe la sua penultima operetta, significativamente intitolata Per una nuova maturità del laicato, che anche nel titolo si richiamava a un analogo volume, da lui pubblicato 25 anni prima, alla vigilia del concilio Vaticano II.
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| (Leggi Tutto... | n° 2008/07 | Voto: 0) |
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| Marzo 2007: finisce l’era Ruini. 12 maggio 2007: immerso nel “milione” di persone convenute in piazza San Giovanni a Roma per il Family day, Silvio Berlusconi, per l’occasione testimonial della manifestazione cattolica per la difesa della famiglia, dichiara alle televisioni: «i veri cattolici non possono stare a sinistra». Questa è l’icona finale, il fermo-immagine più significativo della situazione della Chiesa italiana dopo il ventennio ruiniano. È un successo o un fallimento l’aver lasciato che una piazza stracolma di fedelissimi, di movimenti ecclesiali, di gente comune venisse sequestrata dall’abilità mediatica di Berlusconi?
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| (Leggi Tutto... | n° 2007/05 | Voto: 4) |
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| Postato da Paul Renner il Mercoledì, 14 febbraio @ 23:56:25 CET (353 letture) |
| *** 1. Ecclesia reformanda? ***
Le mie lezioni di ecclesiologia allo Studio Teologico di Bressanone già da anni contemplano un ampio capitolo dedicato alla riflessione sulla riforma della Chiesa. Spiego a partire dal modello della comunità apostolica, che la Chiesa deve per sua natura intendersi come un qualcosa di "incarnato" e dunque di storico, come una comunità in movimento, dove il dato rivelato deve coniugarsi con la provvisorietà che l’uomo riesce a dare alle sue istituzioni.
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| (Leggi Tutto... | n° 1996/01 | Voto: 0) |
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| Postato da Paolo Marangon il Mercoledì, 31 gennaio @ 22:10:38 CET (312 letture) |
| Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me (Ap 3, 20).
L’estate scorsa alcuni amici della "Rosa Bianca" ebbero la fortuna di incontrare per qualche ora Enzo Bianchi, nel silenzio e nella quiete di Bose, e di discutere con lui su molti problemi cruciali della nostra Chiesa.
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| (Leggi Tutto... | n° 1995/07-08 | Voto: 0) |
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| n° 1995/04: Da Copenhagen al mondo. Religioni e sviluppo sociale |
| Postato da Marcello Farina il Venerdì, 19 gennaio @ 00:17:03 CET (317 letture) |
| Il "Summit" dei ricchi e quello dei poveri
Copenhagen sta uscendo dal torpore dell’inverno e si riveste di un tenue verde, anticipatore della primavera, nel momento in cui la capitale danese si appresta ad accogliere il Summit dell’ONU sullo sviluppo sociale. L’aria tersa è mossa da un vento frizzante, che muove le mille e mille bandiere che inondano la città di colore e le danno un’atmosfera di festa.
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| (Leggi Tutto... | n° 1995/04 | Voto: 0) |
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| Ogni anno il clima delle feste natalizie diventa più stridente e insopportabile. Chi non è stato travolto definitivamente dall’orgia consumistica, e quindi non si è ancora assuefatto alla logica del sistema del mercato globale, prova un crescente disagio, quasi una nausea, non tanto verso la festa cristiana quasi completamente paganizzata quanto verso l’atmosfera di falsa serenità e di gioia artefatta che si deve provare intorno a Natale.
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| (Leggi Tutto... | n° 2006/10 | Voto: 4.5) |
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| Postato da Omar Brino il Martedì, 07 febbraio @ 22:36:50 CET (411 letture) |
| Cracovia è una delle più belle città d'Europa (anche se meno sfruttata turisticamente rispetto a città di pari bellezza). Dalle sue piazze, dalle sue chiese, dai suoi monumenti trasuda la storia della Polonia, la storia di un pezzo importante d'Europa. E questo vale in particolare per il Wawel, la collina sacra ad ogni polacco, dove sono insieme il fastoso castello degli Jagelloni e la magnifica Cattedrale.
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| (Leggi Tutto... | n° 2005/04 | Voto: 0) |
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| Eravamo tra quanti speravano che il successore di Giovanni Paolo II non fosse una personalità come Joseph Ratzinger. Sognavamo un'altra figura, un cardinale più giovane, forse un sudamericano attento ai poveri (Giovanni Colombo aspetta ancora Francesco I), all'ecologia, al sud del mondo; magari un papa africano, o un italiano capace di parlare ai giovani, di aprire la Chiesa senza paura e senza esitazione. Tuttavia lo Spirito Santo, tramite il voto dei cardinali, ha stabilito così e un credente sa che questa scelta si rivelerà col tempo adeguata ai bisogni della Chiesa e anche alle necessità del mondo intero.
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| (Leggi Tutto... | n° 2005/04 | Voto: 4) |
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| n° 2005/04: “ Benedetto colui che viene nel nome del Signore” |
Pensieri di un povero cristiano nei primi giorni di un nuovo pontificato
Al bar dopo il Conclave
A questo bar, devo ammetterlo, vengo un po' malvolentieri, non perché non sia tanto curato, anzi, e neppure perché mal frequentato; benché sia un tipico bar di passaggio, una parolina cattivella, un invito a farsi vedere il meno possibile, infatti, non manca mai, per gli “extra-comunitari”, siano essi nordafricani, nigeriani, cinesi dalla pronuncia incredibile, slavate e vistose ragazze dell'Est europeo.
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| (Leggi Tutto... | n° 2005/04 | Voto: 0) |
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| Postato da Ecurzel il Venerdì, 27 gennaio @ 19:41:31 CET (477 letture) |
Riflessioni sui testi di Primo Mazzolari
Relazione presentata nell’ambito di un ciclo di incontri dedicati alla figura di don Primo Mazzolari: Fossò (Venezia), 11 febbraio 2005.
Vi sono qualifiche che caratterizzano una persona in misura tale da entrare quasi a far parte dell’onomastica. Primo Mazzolari fu parroco: lo fu per quasi quarant’anni, dal 1921 alla morte, avvenuta nel 1959 all’età di 69 anni. Come parroco scrisse i suoi testi più famosi, da parroco attraversò il fascismo e la guerra rischiando più volte la morte, da parroco subì censure e restrizioni, da parroco fece testamento. Lo fu continuamente ed intimamente, con entusiasmo e con amore, con un’intensità che a noi, che viviamo in un’epoca in cui “entusiasmo” e “parrocchia” appaiono termini semanticamente incompatibili, appare quasi incomprensibile.
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| (Leggi Tutto... | n° 2005/03 | Voto: 0) |
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